Recensione: Io non ti lascio solo di Gianluca Antoni

“La timidezza è solo uno scudo apparente di paura tra sé e lo sconosciuto, e quando lo sconosciuto diventa conosciuto e abbatti lo scudo allora il timido mostra anche l’anima perché rimane senza difese.”

Ciao lettori! Oggi vi parlo di un libro che mi ha colpita più di quanto mi aspettassi che ho letto grazie alla Salani.
Si tratta di una storia profonda e molto particolare che mi ha lasciato un enorme sorriso sulla faccia a fine lettura.

È una storia che si svolge tra passato e presente e che viene raccontata principalmente tramite i diari di due amici, Filo e Rullo.

Sono stata subito attratta dal mistero che si celava dietro le pagine di questo libro. Si tratta di un giallo psicologico, genere che non ho mai letto ma che potrei riconsiderare in futuro, visto quanto mi è piaciuto questo.

Il via alla storia è dato da un maresciallo che torna ad indagare sulla scomparsa di un bambino mai ritrovato… Per essa è stato accusato il padre del bambino, Guelfo…
Vi dico solo che la soluzione del mistero è molto più complessa di quello che sembra… E mi ha ferita profondamente.

Questo mistero si intreccia indistricabilmente alla storia di Filo e Rullo…
L’avvio del loro racconto è semplice: Birillo, il cane di Filo, è scappato e i due bambini decidono di andare a cercarlo.
E vivranno molte avventure e disavventure per ritrovarlo…
Ma la vicenda non è ben chiara… Tutto verrà svelato a fine storia e vi assicuro che non potete neanche lontanamente immaginare la verità…

Mi sono affezionata tantissimo a Filo e Rullo e mi sono emozionata tanto con loro. Li ho visti crescere, fare amicizia con Amelie e Scacco, due personaggi altrettanto fantastici. Ho provato paura dopo aver incontrato Guelfo, dipinto da tutti come un assassino, e avrei voluto scappare da lui. Ma sono anche stata felicissima di conoscere tutta la sua storia.

Vengono trattati temi come il suicidio, la perdita di una persona cara, la depressione, la malattia mentale. E il tutto viene fatto con una delicatezza sublime.

Il fatto che la maggior parte della storia sia raccontata attraverso le parole di due bambini ha fatto sì che la vicenda sia stata narrata in maniera genuina. Mi è sembrato di crescere con Filo e Rullo.

È un libro che insegna ad affrontare il passato, ma anche a lasciarselo alle spalle. A lottare alla ricerca della verità e ad affrontarla, anche se può far male.

È stata una storia inaspettata, profonda, emozionante che mi ha lasciata col fiato sospeso e mi ha tenuta incollata alle pagine!

Si merita senza dubbio 4/5 ★ e vi consiglio di recuperarla!

Vi lascio due citazioni per concludere:
“«Mamma, lo sapevi che un extraterrestre può vederci anche se siamo morti?» «Davvero, e come fa?» «Semplice, guarda il passato».
«Se è per questo lo facciamo anche noi umani».
«Con il telescopio?» chiedo.
«No, tesoro mio, noi lo facciamo con il ricordo. Se ricordiamo qualcuno che è morto lo riportiamo in vita».”

“Così gli butto le braccia al collo e lo stringo forte fortissimo. Mi metto a piangere con lui, come una femminuccia. Ma non me ne importa un fi co secco. Se può piangere mio padre, posso farlo anch’io. E questa è una di quelle rare volte in cui piangere è bello. Bello bellissimo. Da uomini. Veri. “

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